ATTENZIONE ALLA COMICITA' INVOLONTARIA
A volte, per volere a tutti i costi polemizzare, si finisce con il dare vita ad episodi di comicità involontaria: è il caso del pezzo di lancio del “Revolutionary Camp” – che si terrà a Cagli, in provincia di Pesaro e Urbino, da venerdì otto a domenica dieci settembre – datato sabato ventinove luglio, presente sul sito del Partito Comunista dei Lavoratori.

Nel volersi smarcare, in relazione agli scopi perseguiti da attività simili messe in atto da altri soggetti, l’autore materiale dell’articolo – firmato Partito Comunista dei Lavoratori – cita diverse scuole di pensiero delle correnti alternative al trotzkismo definendole «eredità ideologiche del riformismo o del centrismo diversamente assortite».
Subito appresso le declina: «la tradizione togliattiana e berlingueriana del PCI, o la cultura della “nuova sinistra” demoproletaria, o la scuola postoperaista, o le mitologie dello “stalinismo di sinistra” (Secchia)»: una visione che, almeno in parte, stride con la storia di buona parte della dirigenza del “partito dei genovesi”.
Sì, perché a Democrazia Proletaria – dalla confluenza in essa della Lega Comunista Rivoluzionaria, operazione avvenuta nel 1989, sino allo scioglimento del 1991 seguito dall'immediata partecipazione al Movimento per la Rifondazione Comunista – aderirono sia il portavoce nazionale Marco Ferrando sia il dirigente Franco Grisolia: non ci risulta che costoro abbiano mai abiurato quella scelta.
E’ pur vero che, punzecchiati dall’affermazione circa la “cattiveria” verso la storia politica di Marco (Ferrando) e Franco (Grisolia), è arrivata la risposta – sulla pagina del gruppo ufficiale del Partito Comunista dei Lavoratori presente su una nota rete sociale – da parte di un tizio che non sembra chiarire la questione, anzi rappresenta un altro episodio di comicità involontaria.
Eccone il testo originale: «sì ma esponenti critici verso la dirigenza centrista di Dp stessa, mettendo al centro la teoria e la prassi bolscevico leninista»; ci permettiamo di rilevare che Lev Davidovic Bronstein detto Trotsky aveva ben poco di bolscevico, avendo militato nei menscevichi sino a due mesi prima della Rivoluzione d’Ottobre, e che il suo pensiero rappresentava l’antitesi di quello leniniano, così come viene ben spiegato dal compagno Giuseppe Stalin nell’opuscolo “Trotzkismo o Leninismo”.
Bosio (Al), 03 agosto 2023
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com